Torinoir

Il noir riflette la società come se fosse uno specchio rotto. Riflette a pezzi. Mostra la società attraverso frammenti. Perché è l’unico modo in cui si può descrivere la società. La società non è una fotografia, è molte cose diverse insieme. (Jake Arnott)

Torinoir nasce da un’intuizione, quasi una curiosità personale del presidente, Giorgio Ballario, che, di fatto, inviò una mail ad alcuni scrittori di Gialli torinesi, dando appuntamento in uno dei pub storici della città.
L’idea di partenza consisteva nell’incontrarsi per confrontarsi e discutere di letteratura. Un modo per uscire dallo stereotipo dello scrittore isolato e solitario, che cura e si occupa dei propri libri, quasi fossero fiori di un isolato e inaccessibile giardino.
Nel dicembre 2013, risposero a quell’inusuale appello una quindicina di persone che, già in quel primo incontro, gettarono, in modo inconsapevole, il seme di quello che, negli anni successivi, sarebbe diventato un progetto e un’associazione culturale: Torinoir.
Il 17 Aprile del 2014, Torinoir fa il suo esordio ufficiale sotto la luce della Mole Antonelliana, per l’occasione illuminata di giallo. Il collettivo di scrittori ha una mission, che è al contempo un inedito esperimento culturale e narrativo: raccontare, come gruppo, i cambiamenti della propria città attraverso il romanzo giallo-noir.
Un insieme di visionari, quindi, persino un po’ incoscienti che, in uno dei periodi peggiori per l’editoria, crede nella rinascita e pensa che le cose possano riuscire, e anche meglio, se si uniscono risorse ed energie.
Già nel dicembre di quell’anno si realizza il primo progetto editoriale: la MemoNoir 2015 (Golem Edizoni. La sola e unica agenda intervallata da brevi, quanto piacevoli racconti. La pubblicazione collettiva e continuativa è proprio la caratteristica che differenzia Torinoir dai gruppi di giallisti presenti in varie città italiane. Una peculiarità unica.
Da allora Torinoir ha fatto parecchia strada, le pubblicazioni della MemoNoir sono continuate anche nei due anni successivi, ma ha visto la luce anche una bella antologia: La morte non va in vacanza (Golem Edizioni), in collaborazione con il giornalista Mediaset Beppe Gandolfo, in cui i racconti di fantasia, sono intervallati da fatti di cronaca realmente accaduti.
Il 2016 e il 2017 sono gli anni in cui, la oramai Associazione culturale Torinoir, è impegnata nell’uscita di due antologie Porta Palazzo in Noir e Il Po in Noir (Edizioni del Capricorno), oltre all’antologia estiva Summer Noir (Golem Edizioni).
Le due antologie, in distribuzione con il quotidiano La Stampa, sono composte da un’interessante prefazione e da racconti scritti in coppia, ottengono grande successo e sanciscono di fatto la conferma del gradimento del pubblico per racconti che riguardano Torino e i suoi dintorni. Di fatto, ogni singolo racconto, intende mettere in luce i cambiamenti della città, e non solo quelli strutturali, ma sopratutto quelli economici e sociali, quelli che hanno modificato e modificano in profondità il tessuto umano della Città.
I membri di Torinoir, oltre a cimentarsi in nuove sfide editoriali, amano il contatto e la contaminazione con i lettori con cui hanno frequenti contatti e rapporti che vanno oltre la mera conoscenza. Un modo per dialogare e confrontarsi, per ricevere nuovi stimoli, ma anche per rimanere aderenti alla realtà.

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